mai più senza
lo zenzero secco candito.
potrei mangiarne quintali e arrestarmi solo dopo lo spellamento completo dell’interno della bocca. oppure dopo che il mio povero vecchio cuore avrà ceduto al peso del mio corpo.
assaggiatelo, e mi sarete grati, forse.
comunque questa cosa di scrivere in un posto privo di commenti e senza sapere chi mi legga precisamente è disturbante. cioé, da un lato scrivo per il puro piacere di scrivere, da un altro lato mi chiedo se effettivamente esistano dei lettori di questo coso. gente che si guarda le foto e ride di me. mah.
comunque: il mio massacrante e deprimente lavoro alla fiera è finito da una settimana, e anche i soldi che avevo guadagnato.
ho sofferto di nostalgia per i miei colleghi per circa venti minuti, poi è passato un cane con la coda a ciuffetti e mi sono distratta.
dovrei iniziare una stimolante missione come fotografa (ah ah ah) ma a) mi pesa il culo b) non riesco a comunicare col mio futuro capo c)
invece la notizia sconvolgente è che la mia università, per la prima volta in 7 anni, non mi sta remando contro. sono riuscita a fare i cambi e la documentazione che dovevo fare e sembra che la mia laurea non sia più un pallido miraggio.
sempre che io riesca a trovare da qualche parte la voglia di aprire, per l’ennesima volta, l’ennesimo libro, memorizzare male qualcosa e andare a farmi interrogare.
la voglia di cazzeggiare e viaggiare, invece, non mi manca.
domenica per esempio io e mr. J siamo andati a pantaleo:

(sì. quello è il colore dei miei capelli, attualmente)
pantaleo è un bosco fighissimo, e ovviamente diluviava.
siamo due adolescenti (emo e) organizzati, per esempio io dovevo ricordarmi di portare un’unica cosa da casa, ovvero il pane per fare panini.
quindi abbiamo mangiato companatico senza pane. companatico bagnato.
le all star e i jeans a zampa non sono la soluzione migliore nel bosco quando diluvia. note to self: comprare delle scarpe da trekking e dei pantaloni tipo militare non a zampa.
note to self 2: cercare il verbo “comprare” nel dizionario. e anche la parola “soldi”.
preso atto comunque di queste cose, dopo un lauto pranzo a base di maionese e formaggio spalmabile spalmato sulle pringles, ci siamo molto divertiti a fare delle foto in cui sembravamo morti in giro per il bosco e a girare dei video in stile film dell’orrore.
è stata una domenica allegra e all’insegna dell’amore e dell’ottimismo.
siamo anche giunti alla conclusione che il colore dei miei capelli probabilmente attira bracconieri e cinghiali e che la prossima volta andrò in gita con in testa un sacchetto di carta.
amen.
ah, sembra che farò una mostra fotografica.
devo solo capire come pagare le stampe.
1 month ago