March 4, 2008

...

dottoressa: da quanto sei digiuna?

io: da ieri

dottoressa: ma scherzi?

io: no, mi hanno detto di digiunare completamente nelle 9 ore prima della visita, e stamattina mi son svegliata troppo tardi per fare colazione.

dottoressa: 9 ore?? ma sono matti? ne bastano 4!

io:

fame.

fame. fame? fame! famefamefame fame fame fame famefame fame. fame, fame fame; fame, fame, fame. famefamefame fame fame. fame, famefame, fame. fame fame! fame? fame.

fame.

March 3, 2008

the day before.

è iniziato il digiuno pre-ecografia.

sono sveglia da 3 ore e ho già delle allucinazioni con pennette e fusilli danzanti coperti di sugo e parmigiano al ritmo della macarena.

abbattetemi.

March 2, 2008

non sopravviverò alla mia pigrizia.

sono due giorni che un’orrenda e dolorosissima afta, spuntata in una location assurda (il punto dove la mascella interseca la mandibola, quindi nell’estremità più indietro dell’arcata dentaria inferiore, dietro l’ultimissimo molare), mi tormenta quando mangio, mi tormenta quando dormo, mi tormenta quando parlo, insomma mi tormenta e mi rende la vita una merda peggio del solito.

inizio a pensare che non sia un’afta quando mi rendo conto che mi dolgono la tonsilla vicina, il collo, la guancia e lo zigomo.

poi mi rendo conto che assume una forma strana, come un piccolo vulcano di carne viva con un buco in mezzo, e quindi di sicuro non è un’afta, ma fa sempre più male. 

il panico inizia a serpeggiare: che cazzo sarà? una stomatite? un fungo? un alieno? che altro mi può succedere?

oggi dolorante ed esasperata sono andata alla guardia medica (che ormai mi conosce, stranamente mi ammalo sempre la domenica, o a natale, a ferragosto, cose così) e ho spalancato le fauci chiedendo supporto e aiuto.

la guardia medica, ridendo sotto i baffi, mi ha detto di deporre l’ipocondria, perché è solo un dente del giudizio.

ho obiettato dicendo che è troppo indietro e mi fa troppo male rispetto agli altri tre che già ho.

lei ha ribadito con convinzione: è un dente che sta spuntanto. dev’essere storto, per questo ha bucato così indietro. devi andare dal dentista.

sono uscita abbattuta dalle circostanze, perché il dentista non me lo posso permettere, soprattutto non in questi giorni che sto pagando un centinaio di euro per fare una revisione all’utero e chissà quanto ancora dovrò pagare di medicinali quando si capirà perché il ciclo mi viene ogni 2 mesi e mezzo.

dio, dio mio, morirò. morirò, lo so.

cazzo. 

March 1, 2008
sempre macro insensati. cosa sarà questa superficie umida e aliena?
sempre macro insensati. cosa sarà questa superficie umida e aliena?
February 29, 2008

Don Quijote e i terribili mulini a vento dell'Università degli Studi di Cagliari.

(Dramma Musicale in Svariati atti; Allegro ma manco per un Cazzo). 

io: devo dare l’esame di letteratura inglese 3! a quale dei nostri 4 docenti di letteratura inglese dovrò rivolgermi?

collega: prova con professor D.!

io: ma professor D. è andato a trovare se stesso in India e non ha lasciato recapito!

[un anno dopo] 

io: professor D . è tornato! vado a parlargli. (…)

salve professor D., presto mi dia il programma di letteratura inglese 3!

professor D.: non deve parlare con me, ma con chi lo faceva nell’anno in cui era in corso.

io: ma professor D io ero al terzo anno NEL 2003!

professor D.: allora deve trovare chi di noi teneva quel corso nel 2003!  io non c’ero ancora..

io: oh no! e adesso come faccio? contatto tutti i professori per email!

professoressa D.: cara ragazza, non sono io l’interessata, chieda alla professoressa M.!

io: oh no! la professoressa M è completamente pazza! Professor P, mia passione amorosa nemmeno troppo segreta, mi salvi lei!

professor P.: mi spiace cara ragazza, si rivolga alla professoressa M.!

io: ma la professoressa M. non ha l’orario di ricevimento in bacheca! come faccio? le scrivo una mail!

(professoressa M. non risponde)

[un mese dopo]

Professoressa M.: signorina lei è pigra e distratta, ci sono gli orari di ricevimento in bacheca!

io: (piango nervosa di fronte alla palese ingiustizia subita e mi reco al ricevimento riportato per mail)

io:  eccomi! mi dia il programma del 2003! la prego!

professoressa M.: sono occupata, mi chiami a casa!

io: eccomi al suo telefono di casa in un orario indegno del mattino da lei indicato, mi da il programma?

professoressa M.: non me lo trovo nel computer, forse non sono io la persona che cerca, vada in segreteria!

io: oh no! ma tutti mi hanno indicato lei!

professoressa M.: si sbagliano!

[in segreteria]

io: buongiorno, ho bisogno di sapere chi faceva letteratura inglese 3 nel 2003. per favore aiutatemi!

segreteria: noi non ne sappiamo nulla, vada in presidenza!

[in presidenza]

io: buongiorno, ho bisogno di sapere chi faceva letteratura inglese 3 nel 2003. per favore aiutatemi!

presidenza: dovrà aspettare mezz’ora mentre spulcio questi assurdamente antiquati schedari pieni di fogli che occupano un’intera stanza, quando qualsiasi informazione presente in loro potrebbe stare comodamente in un computer portatile e forse persino in un palmare ed essere molto più semplice ed immediata da consultare!

[mezz’ora dopo]

presidenza: deve rivolgersi alla professoressa M.! è lei che aveva la cattedra quell’anno!

io: ora tento il suicidio ingerendo una dose mortale di cioccolato bianco con le nocciole! oppure ritrovo in maniera misteriosa i miei antichissimi e affilatissimi rasoi di quando facevo il barbiere e sgozzo tutto il consiglio dei docenti per poi cucinarlo sotto forma di gustoso pasticcio di carne che servirò in mensa ai miei colleghi affamati e ignoranti come capre.*

[sipario]

..continua? 

*citazione. 

February 28, 2008

quando perdo tempo

una giornata buttata ad aspettare altri che dovevano farsi sentire, farsi vedere, farsi e l’unica cosa che hanno fatto è stata farsi i cazzi loro.

con milioni di cose da fare, non poterle fare perché stai aspettando l’assenza di parola o di cura di altri nei tuoi confronti.

ultimamente è così: qualsiasi cosa io decida di fare, dal dare un esame al chiedere qualcosa in casa, è un muro altissimo gommoso di frustrazione e di  rimandi e di non si può che, francamente, mi sta l o g o r a n d o più di quanto io possa umanamente concepire e sopportare.

vorrei, una volta, una fottutissima volta nella vita, decidere che voglio fare qualcosa: andare da qualche parte, dare un esame, comprare una cosa che mi piace. decidere, alzarmi, farlo, senza che ci siano di mezzo problematiche e impedimenti sempre più surreali e sempre più gratuiti e sempre più insensati tra me e quella cosa.

ormai sono talmente stanca e sfibrata che non riesco a concepire una vita che non sia uno stress mostruoso e indipendente dalla mia volontà.

non.ce.la.posso.fare. 

February 27, 2008
sempre la stessa tecnica della foto precedente.
sempre la stessa tecnica della foto precedente.

charlie fa surf quanta roba si fa

la nuova canzone dei baustelle (che peraltro vuol dire “cantiere” in tedesco. ma si può? ho deciso, fonderò un gruppo e lo chiamerò “edilizia pubblica” in armeno. sarà un successo assicurato.) si candida di diritto tra le tre canzoni che fanno cagare di più in assoluto in tutta la storia della musica mondiale, giocandosela quasi a parimerito con quel tale che portò a sanremo “ognuno ha la sua croce” (ma ve la ricordate? ma non vi veniva un senso di vergogna e disagio per lui vedendolo esporsi pubblicamente in modo così grottesco?) e quella tizia che qualche anno fa cantava papi chulo che si diceva fosse morta e invece, purtroppo, è viva e vegeta.
February 26, 2008
di recente ho scoperto che smontando il mio *unico* obbiettivo per la reflex (un 50mm f1.4), capovolgendolo e poggiandolo al contrario sull’apertura dove andrebbe agganciato esso funge esattamente come un obbiettivo macro che mette a fuoco dettagli a dir poco minuscoli.
è una roba cervellotica che alla lunga mi porterà a buttare via la reflex perché il sensore si coprirà di polvere, ma tanto anche le foto che ne escono sembrano scattate da una formica strafatta di crack. 

di recente ho scoperto che smontando il mio *unico* obbiettivo per la reflex (un 50mm f1.4), capovolgendolo e poggiandolo al contrario sull’apertura dove andrebbe agganciato esso funge esattamente come un obbiettivo macro che mette a fuoco dettagli a dir poco minuscoli.

è una roba cervellotica che alla lunga mi porterà a buttare via la reflex perché il sensore si coprirà di polvere, ma tanto anche le foto che ne escono sembrano scattate da una formica strafatta di crack.